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Cavatappi, grande passione

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Fra tutti gli oggetti più cari sono per me quelli usati. Storti agli orli e ammaccati, i recipienti di rame, i coltelli e forchette che hanno di legno i manici, lucidi per tante mani; simili forme mi paiono tutte le più nobili. Come le lastre di pietra intorno a case antiche, da tanti passi lise, levigate, e fra cui crescono erbe, codesti sono oggetti felici. Penetrati nell’uso di molti, spesso mutati, migliorano forma, si fanno preziosi perché tante volte apprezzati”.

Un pensiero di Bertolt Brecht che, stampato su un cartoncino grande come un biglietto da visita, l’ingegner Paolo De Sanctis tiene nel portafoglio e mostra all’interlocutore quando, cercando di spiegare e forse di trasfondere il suo innamoramento per gli utensili, trabocca un timido “non so se mi spiego…”.

Vede, amo l’utensile perché è stato creato per un determinato scopo. Per tanta gente era il mezzo che assicurava il lavoro, significava il pane. E con il tempo si affinava per migliorarne l’uso ed aumentarne la produttività. …”.

L’ingegner Paolo De Sanctis è giustamente famoso come collezionista di cavatappi. … Ha scritto un libro sull’argomento (più di uno, ndr) ed un altro (definitivo) sta preparando con gli amici dell’AICC (Associazione Italiana Collezionisti Cavatappi) da lui stesso fondata…

Gianni Montanari
Il Giornale, domenica, 23 aprile 1989.

“Prima della AICC”

Incipit del libro Cavar…turaccioli dell’AICC
Nel riordinare le carte del mio studio mi sono capitate tra le mani delle vecchie fotocopie ingiallite di alcune pagine di un libro edito dall’Ufficio Stampa del Comune di Milano nel 1969, intitolato “Collezione di Collezionisti milanesi”.
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